18 settembre 2019

Tassazione: media più alta per le città sarde



E’ in lieve diminuzione la pressione fiscale per le piccole e medie imprese e gli artigiani italiani. Alla fine del 2019 peso esercitato dal Fisco arriverà al 59,7%, 0,5 punti percentuali in meno rispetto al 2018 che ha registrato (61,2%). E’ quanto si evince da una proiezione per l’anno in corso elaborata da “Comune che vai, fisco che trovi 2019”, il tradizionale Rapporto annuale dell’Osservatorio CNA sulla tassazione delle Pmi. In pratica, secondo Cna, la pressione fiscale torna quasi ai livelli del 2011, quando era al 59 per cento, grazie all’innalzamento al 50 per cento della deducibilità Imu sugli immobili strumentali introdotta dalla Legge di Bilancio 2019 su pressione, in particolare, della CNA che ne ha fatto un cavallo di battaglia.

A diminuire lievemente è anche la pressione fiscale in Sardegna dove – soprattutto a Sassari - l’incidenza del fisco continua ad esser superiore alla media italiana arrivando al 63,9% (-2,3% rispetto al 2018), ma comunque in diminuzione. A Sassari un artigiano o un piccolo imprenditore dovranno lavorare dal primo gennaio al 20 agosto per pagare l’Erario (lo scorso anno fino al 30 agosto). Al netto delle incombenze tributarie all’artigiano o piccolo imprenditore sassarese con un reddito di 50 mila euro resteranno in cassa 18.044 euro (+1.136 euro rispetto al 2018).

“Nonostante i miglioramenti riscontrati nell’ultimo anno le piccole imprese sarde continuano ad essere tra le più tartassate in Italia e debbono lavorare gran parte dell’anno per pagare l’Erario”, dichiarano Pierpaolo Piras e Francesco Porcu rispettivamente presidente e segretario regionale della CNA. “Si tratta - proseguono i vertici CNA - di un livello di tassazione che limita i processi di crescita e consolidamento dei sistemi di impresa, un vero e proprio macigno sulla strada della convergenza con le aree più sviluppate del paese”.
“Per far ripartire l’Italia è necessario aprire una stagione in cui si superi la logica degli interventi emergenziali e scoordinati e si definisca “un progetto di sviluppo del Paese per i prossimi anni individuando obiettivi e drivers di sviluppo”, aggiungono Piras e Porcu, auspicando “un progetto in cui la politica di bilancio non sia solo funzionale al rispetto aritmetico dei vincoli europei ma sia il motore degli investimenti necessari a traghettare il Paese fuori dalle secche in cui si trova. Un elevato prelievo fiscale è un forte disincentivo allo stesso desiderio di impresa e penalizza la crescita: è necessaria una stagione improntata alla trasparenza, alla semplicità, alla stabilità delle regole e soprattutto alla ragionevolezza del prelievo”.


CS -Tassazione imprese sarde 17092019doc.pdf RS - Tassazione imprese sarde 17092019.pdf