25 febbraio 2019

Cresce l'esodo dei sardi: in 3.300 hanno lasciato l'isola



Nel 2018 quasi 3300 sardi, soprattutto giovani, hanno lasciato la nostra regione in cerca di lavoro e di opportunità: il flusso migratorio - più che raddoppiato rispetto ai livelli dello scorso anno - rappresenta per la Sardegna il record storico dell’ultimo ventennio e contribuisce ad accelerare l’inesorabile e preoccupante declino demografico che sta interessando la nostra regione.

E’ quanto si evince da un report del Centro studi della Cna Sardegna che analizza i recenti dati dell’ISTAT sui flussi della popolazione residente nell’isola. Le ultime statistiche confermano infatti il trend negativo emerso in maniera sempre più netta nel corso dell’ultimo quinquennio: alla fine del 2018 la popolazione residente registrata in Sardegna è di un milione e 639mila, quasi 9mila abitanti in meno rispetto all’anno precedente, Con un decremento netto del -5,4% l’isola si colloca ben al di sopra del calo medio nazionale (-1,5%) e supera anche la variazione media delle regioni del Mezzogiorno (-4,2%). Vanno peggio della Sardegna solo Basilicata (-6,0‰) e Molise (-7,8‰).

“L’accelerazione dei fenomeni di declino demografico trae origine dal perdurare della difficile situazione economica e dalla mancanza di opportunità di inserimento lavorativo specialmente per i più giovani”, evidenziano Pierpaolo Piras e Francesco Porcu, rispettivamente presidente e segretario regionale della Cna Sardegna. “Se la Sardegna non riuscirà ad invertire la rotta saranno sempre di più i giovani sardi che cercheranno fuori dall’isola opportunità lavorative e di vita, determinando un impoverimento sempre più marcato del tessuto socio-economico con conseguenze devastanti per gli equilibri demografici ed economici della nostra regione”.


CS - Emigrazione e calo demografico 22_02_19.pdf RS - Emigrazione e calo demografico 22_02_19.pdf