19 novembre 2014

Hobbisti



A seguito dell’articolo pubblicato ieri sul quotidiano L’unione sarda in merito ad una possibile apertura della Fiera Internazionale della Sardegna nei confronti degli hobbisti in occasione della Fiera Natale edizione 2014, l’Unione CNA Artistico e Tradizionale ha provveduto ad inviare una nota all’ente. La questione è all’attenzione della Confederazione e non è escluso che nei prossimi giorni, in assenza di un riscontro positivo, la CNA non attivi altre misure, così come accaduto più volte in passato anche in occasione della Fiera campionaria e di altre iniziative di soggetti istituzionali diversi.
Più volte la CNA Artistico e Tradizionale ha mostrato contrarietà ad una apertura alla categoria degli hobbisti e ribadisce oggi che si ritiene questo fatto gravissimo e pregiudizievole, non solo per le imprese che parteciperanno alla manifestazione, ma anche per la Fiera, la cui immagine non può che svilirsi.
Come più volte affermato nei tavoli di confronto, sulla stampa e in diverse note che negli anni l'Unione ha sottoposto a chi di dovere, si ritiene che la prassi ormai in uso in alcuni contesti, di supportare chi non paga imposte e contributi, sia diventata cosa inaccettabile che non solo non tutela le aziende regolarmente iscritte, ma genera nell’immaginario collettivo l’erronea convinzione che operare fuori dai perimetri della norma sia cosa accettata, ben vista e supportata anche dalle Istituzioni che invece questa prassi dovrebbero combattere in ogni modo.
Gli hobbisti oltre a non contribuire dal punto di vista fiscale a mantenere alte le sorti dell’economia nazionale, creano una grave situazione di concorrenza sleale a danno delle imprese regolari.
Questi soggetti sconosciuti all’Amministrazione finanziaria, a quella contributiva e alla Camera di Commercio, realizzano oggetti e prodotti che proprio perché non gravati da costi indiretti, possono essere proposti a prezzi straordinariamente più competitivi. In un Paese in cui il carico fiscale è diventato così pesante da impedire la sopravvivenza delle aziende, un’azione come quella che la Confederazione denuncia, appare ancor più inaccettabile.